giovedì 3 maggio 2012

Spofforth

...e dedico questo vecchio blog, beh, abbozzo di blog, a Spofforth. Il robot, di serie 9, protagonista del grande romanzo di Valter Tevis, tradotto in Italia, con il titolo "Futuro in trance"...

Un gran bel romanzo, una surreale, quanto lucida, visione di un futuro drammatico, dove il destino dell'umanità è nelle mani di una macchina, cui sono stati innestati i ricordi del creatore. Ricordi, che alla fine danno a Spofforth strani istinti tipicamente umani e, tra questi, la speranza di potersi suicidare...
Già, la speranza, perchè Spoffoth, è assoggettato alle leggi della robotica, quindi, non può perseguire questo proposito suicida, soprattutto finchè ci sono umani, da servire, in vita...

Spofforth, domina tutti i mezzi di sussistenza e comincia quindi a manipolare l'umanità stessa, portandola ad una lenta ed inesorabile fine; tenendosi al limite delle tre leggi della robotica, Spofforth, programma un lento genocidio che possa, infine, dargli la possibilità di spegnersi, spegnendo così i dolorosi ricordi, di una vita non sua.

Ora, chi scrive non ha certo in mente cose così grandi e devastanti; forse, l'unico suicidio che si vede all'orizzonte, è quello di una morente civiltà che ha già in se, tutti i semi della autodistruzione...

In questo senso, facilitare, sperare, in una fine, che preluda ad un nuovo inizio, è sicuramente un bel sogno; non bisogna appellarsi alla robotica logica, infatti, per capire che questa nostra, è una civiltà morente, che non funziona secondo gli standard umani più alti, quantomeno, secondo minimi requisiti di umanità verso cui TUTTO dovrebbe tendere... Ma così, non è; anzi.

Negli ultimi dieci anni, quelli che sembravano problemi risolvibili, si sono fatti sempre più, problemi impossibili e ben lontani dal trovare una soluzione.
Se domani, tutti insieme, volessimo abolire la fame nel mondo, tutti avrebbero cibo. Sappiamo invece, che le logiche di questa esistenza condivisa ed accettata, ci portano a gettare nei rifiuti, milioni di tonnellate di cibo ogni anno; e tutto ciò, avviene anche una volta finita la produzione, del cibo stesso. Una parte della produzione, è già rifiuto: è logico questo mondo ?!

E' questo solo uno dei più semplici esempi, della nostra illogica esistenza; vi sono centinai di esempi, ben noti a chiunque legga qui.

Come non sperare, che questo mondo finisca, facendo spazio a qualcosa di diverso ?! Chi vivrà, vedrà...
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