venerdì 3 agosto 2012

La MIA crisi, la crisi di un contribuente, di un onesto cittadino...

Ho ancora il torpore addosso, quando entro in cucina, per la colazione, guardo il forno aggredito dalla ruggine ed il residuo fuoco, l'unico sui quattro ancora, eroicamente, funzionante che, anche stamattina, emette fuoco e produce caffè.
Un goccio di latte, pochi biscotti, e la mia dignitosa razione di calorie, mi fornisce lo spunto per cominciare l'ennesima giornata di guerra...

Il rasoio, comprato due anni fa, tassativamente made in Italy, già dopo un mese, s'è rivelato difettoso, le due spine del trasformatore, sono lente, e la magica luce rossa che mi indica la carica, si accende a tratti; mai io, con pazienza, infilo la presa al muro, attendo che la luce rossa sia fissa, che non sfarfalli, muovendo con delicatezza il trasformatore, dai che ce la fai, reggi e fai il tuo lavoro, ripeto mentalmente.
E quasi magicamente, il rasoio parte lento, mi rado quei pochi ciuffi di capelli che sono ricresciuti...
Già, da tre anni, il barbiere non prende più i miei soldi, e sono tornato ad avere l'aspetto marziale di un tempo; mi guardo allo specchio, mi faccio coraggio, e penso alla giornata che mi attende...
Il dentifricio dell'Eurospin, non è male, e assolve la sua funzione di darmi igiene orale, e alito fresco...

Di nuovo, mi guardo rapidamente allo specchio, qualche ruga, dimostra che non sono più un ragazzo, e mi ricorda che sono uno che ha delle responsabilità; forza allora, muoviti mi dico...

Vado in corridoio per prendere le chiavi; guardo la serranda difettosa laggiù, e spero che regga ancora, guardo gli angoli delle pareti rovinati, nel salone, scrollo le spalle, chi se ne frega, ospiti non ne ho... L'inventario delle cose rotte, e la priorità delle riparazioni da eseguire, è nella mente, a logorarmi l'animo e il buon umore; male, male, mi dico, vedo che c'è il sole, ci penseremo poi, esco che è meglio...
La litania del rimando, oramai una liturgia quotidiana, è compiuta; esci, esci e vai nel mondo, i miei pensieri, sono ora veementi, sono pronto, vado !!!

Scendo le scale, salgo in auto, metto in moto; faccio manovra e sento che la convergenza è ancora quella schifosa di ieri, la ruota sinistra, cede leggermente, ed è anche liscia, dopo mesi...
Ci fosse una cosa che si autoripara magicamente, nella notte, sobbalzerei di gioia, nel togliermi un nodo dalla testa; ma è impossibile, soprattutto impossibile che i miei nodi diminuiscano, mi sembrano anni, che non ne sciolgo uno che sia uno, andiamo via da qui, muoviamoci almeno. E i miei pensieri, sono già grida mentali, proprio come ieri..

Apro il cancello ed esco, in strada, c'è poca gente, ormai; il gran caldo, o le vacanze, chissà quali delle due; forse entrambe...
Faccio, come sempre, il solito tragitto, quello migliore, studiato in anni e anni di percorrenza e consumi.
E lungo la strada, faccio il rapido riscontro dei negozi chiusi, di quelli aperti; guardo le serrande chiuse per sempre, quelle che già conosco, e scommetto con me stesso, su quali non riapriranno a settembre.
E chi può dirlo, le sorprese, non finiscono mai; le conosco tutte, le attività lungo il tragitto, conosco la loro storia, più o meno, la loro evoluzione.
So dove trovo gentilezza, e dove persone conosciute, ancora rimango stupito a riguardare attonito, l'unico negozio cinese che ha clamorosamente chiuso, sui tanti aperti, già, avrà sbagliato il punto, non c'è parcheggio...
Prima fioccarono le banche, poi i cinesi, ed ora, tutto chiude; ho Signore, com'è cambiata la mia città, ma scaccio via i ricordi di bambino, e torno a concentrarmi sulla strada, visto mai, l'attimo del coglione...

Accendo la radio, e alla parola spread, la spengo; neanche un pezzo vintage, niente che mi possa ricordare chi ero, lascio stare, tanto sono quasi arrivato e non ci sono novità, quanto a negozi chiusi.
Vedrò solo a settembre come il mio tragitto, sia impercettibilmente cambiato, sia ancor meno colorato e vissuto, perchè le serrande chiuse, mi fanno tristezza... E il gioco del censimento mio, dei disastri in corso, della conta dei caduti, si ferma, quando penso a me stesso, e mi vengono i brividi; sono quasi arrivato...

Eccomi, in ritardo di pochi minuti, e non mi frega più, come un tempo, di essere il primo, di cominciare subito a fare, perchè tanto, il da fare, è poco...
Ci sono ferie forzose, tra le fila, ed io che mai come quest'anno, alle ferie non penso proprio; neanche mi pagassero un mese alle Maldive, potrei godermi alcunchè, talmente contorto è il mio animo, e quanto riesco ad associare, alla parola "futuro". Già, che cosa ne sarà di noi, boh...


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Mando una e-mail, l'ennesima, all'Ufficio che deve risolvermi un problema, sapendo bene, che di sicuro non è competenza loro, che la dirotteranno su altri, che questa email, girerà a vuoto per giorni, finchè qualche anima pia, come me, risolverà in qualche modo la sciocca questione posta...

Sciocca, magari un solo anno fa; ma poi, fosse un problema mio, perchè ci stai male, sei scemo ?!?

Dei Clienti, non frega più niente a nessuno, nella mia azienda, come in molte altre aziende, ognuno pensa a non sbagliare, a non fare errori, perchè il clima generale, è quello della caccia alle streghe, e si viene licenziati per un nonnulla...
E così, mi sembra di vivere da mesi dentro uno sciopero bianco immenso, dove le procedure ed i manuali, vengono scrupolosamente interpretati, ossequiosamente rispettati; insomma, non si lavora più e ognuno, pensa a salvarsi il culo...

Così, poi, mi spiego spesso i numerosi disguidi che vivo, le fatture che non arrivano, le ricevute di ritorno delle raccomandate che arrivano dopo tanto tempo, e così via...
Due telefonate, poi tre, e qualcheduno che, rispettando le vecchie consuetudini sociali, mi chiede "come stai", beh, non sanno che da mesi, rispondo sempre e solo "seduto", già, sto seduto...
Arrivano, alla rinfusa, i Clienti, o i presunti tali; con professionalità, io sono il presidio, della mia azienda, quindi rispondo, con efficienza e misurata gentilezza, e i miei nodi, sono tutti in testa, intatti e radicati come i buoni sentimenti....
Non debbono prevalere, maledetti nodi; lo show, deve andare avanti, FORZA !!!

Mi chiama mia moglie, e mi conferma che nostra figlia, con la media del 9, non avrà quella borsa di studio che speravo, perchè i redditi "ISEE", superano i diecimila euro...
Sbraito, e la collega che ben mi conosce, lo sa che partirò con la consueta filippica, che finisce sempre con "che paese di merda" o con un "che schifo"; inutile esercizio, il mio sbraitare, a settembre, ci vorrano 500 euro, per comprare libri che chissà quanto utilizzerà...

Ok, mi dico, fumiamoci una sigaretta, troveremo una soluzione; così, mi prendo il mio buon tabacco, lo annuso e mi giro una sigaretta, con le mie cartine preferite...
Ho iniziato a risparmiare anche così, facendomele da solo; sono mesi !
Pensate, una settimana dopo che ho iniziato a farmele da solo, il tabacco è aumentato !
Che paese di merda, la mia litania continua...

Vado al bar vicino un minuto, in saccoccia ho gli spicci per due caffè, ma si, concediamoci questo lusso; uno qui e uno da viaggio...
La sigaretta sparisce in pochi tiri, quindi capisco che sono già al massimo, meglio riprendere a lavorare, ma ho solo arretrati amministrativi, e non li sopporto...
Adempimenti, adempimenti; non ho scelta, prima o poi debbo fare questo e quello, c'è un limite al mio rimandare, un limite signorino...

E finalmente un Cliente, di quelli buonissimi; un locale artigiano stimatissimo, lo seguo ed ascolto, e guarda che scopro, lui ha i requisiti per la borsa di studio di mia figlia...
CALMA, mi grido sempre dentro, CALMA !
No, non posso prendermela con lui; è un bravo cristiano, tutto sommato.
Certo, io ho il mutuo, lui no, lui due case, io mezza; io non posso essere aiutato mai, ma proprio mai, e lui invece si.
Ma perchè prendermela con lui; è forse sua la colpa, se questo è uno stato di merda ?!?
Basta, basta, tira avanti, non farti rallentare dalla liturgia lagnosa, su...
E mi scopro a guardare il monitor, per un secondo, avevo dimenticato la password, per colpa dei nodi, della rabbia, dei pensieri brutti ed inutili...

Lavoro, produco; era ora.

E già è l'ora della pausa.
Non pranzo, non ho questa pessima abitudine io; la rata mutuo è pagata, dai che mancano altri 18 anni, chissà quando e se lo finirò e soprattutto, chissà dove saranno arrivati i miei testicoli, per quel periodo...
Così, passo la pausa, guardando nei monitor, col ribollire dentro...
Penso, al 2030; incredibile, per anni avevo pensato a questi anni, come anni di incredibili progressi tecnologici, morali, economici, perchè il trend, da che sono nato, sempre questo è stato...

Ma non è così, tutti i miei nodi, quelli di un piccolo universo domestico in decadenza, sono qua, ad asfissiarmi; mi guardo intorno, e vedo cadere calcinacci dai palazzi, vedo logore facce smunte e tristi presagi quotidiani, che mi rimandano sempre alla stessa parola: CRISI.

Non serve sentire il tg, mi basta il tragitto mattutino, per vedere i segni di una lenta morte, di una lenta ed inesorabile decadenza.
I miei piccoli oggetti, mi abbandonano, insieme al mio potere di esercitare un controllo su quanto mi circonda, su quanto spendo, su quanto mi impongono di spendere o risparmiare...
Sono io stesso, un logoro utensile, che continua a funzionare malamente, circondato da un mondo che non funziona più, proprio per niente, come dovrebbe.
Non credo più a niente, tutto è vero, anche il suo contrario; e mi è di magrissima consolazione, sapere di condividere con i più, questo comatoso stato...

Stasera, mi compro i ghiaccioli; magari, trovo anche un film decente in tv, magari, per qualche ora, riesco a non pensare, a non sentire i brividi, a non avere più, questa terribile paura, almeno per qualche ora...

Il rasoio, la parete, la tapparella, la ruota, la bolletta, i libri, il mutuo, le serrande, l'e-mail, quanto vorrei e quanto debbo, quanto vedo e quanto faccio, quanto sono e quanto ero...

Ma è questo, vivere ?!


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