mercoledì 28 novembre 2012

Clini, il MOSE è urgente finirlo...

Pochi giorni fa, alla conferenza annuale di Doha (Quatar), si è discusso di ambiente e clima. 

Beh, non starò certo qui a raccontarvi cos'hanno concluso, non ci provo nemmeno a parlarvi di conclusioni, da questa conferenza di rappresentanti, pro tempore, dei vari paesi... 

In genere, si lanciano allarmi sul clima e sull'ambiente, si prende atto dei cambiamenti in corso; ma poco, in concreto, si fa. 

L'ambiente ed il clima, richiedono ingenti risorse da investire e, politiche a lungo termine che prevedano cambiamenti. 
Inutile dire che, oggi, soprattutto i paesi più ricchi ed in forte affanno, non sono in grado di produrre politiche a lungo termine; meno che mai, quindi, si investiranno a breve somme per l'ambiente, anche se queste, avrebbero notevoli ritorni economici. 
Saper guardare a lungo termine, è diventato ancora più difficile di quanto non lo fosse già, prima della crisi. 

Non mi azzardo, a parlarvi di quello che dovremmo fare, come genere umano, e non facciamo. Lo sappiamo tutti, noi, comuni cittadini, cosa si dovrebbe fare. 

Comunque, tra le varie dichiarazioni carpite nella rete, ce ne sono alcune che vorrei sottolineare, del nostro attuale ministro dell'ambiente, Corrado Clini. 

Sul piano teorico, quindi, per quanto di giusto detto (e chissà se si farà), il ministro ha annunciato, intervenendo al tg1, e commentando la serie storica degli eventi climatici degli ultimi 15 anni in Italia, che presenterà nei prossimi giorni al Cipe un piano di interventi per l'adattamento al cambiamento climantico e la messa in sicurezza del territorio che comporta investimenti per circa 40 miliardi euro in 15 anni''.

Bello, giusto, interessante; ma si farà ?! Di urgenza in urgenza, il nostro stato non ha quattrini da investire, ed è quindi molto probabile, che se ne riparlerà alla prossima emergenza...

Più interessante, volendo parlare di cose concrete, è quanto il ministro ha detto qualche giorno fa, da Doha: "...bisogna essere pronti ora ad affrontare il peggio. Venezia come tutte le zone costiere del nostro Paese deve prepararsi a eventi climatici più severi di quelli che abbiamo già conosciuto. E' urgente finire in fretta il Mose". 

Qua, si pensa solo alla crisi; capisco quanto siano urgenti anche le proposte sopra, ma, volendo essere estremamente concreto, vorrei imbastire un ragionamento su quanto già c'è, di approvato, ma che serve RAFFORZARE, per avere grandi benefici, anche a breve termine.
Da poco il governo ha stanziato nuove tranche di finanziamento del il MOSE; ma i soldi, sono sempre pochi, ed occorre fare in fretta, com'ha ben chiarito il ministro.
Il MOSE, infatti, non costituisce solo la salvezza per Venezia, ma anche tanto lavoro, e questo puà aiutare, nel brevissimo termine... 
Ma, ancora, e mio dire, il MOSE, è una grandissima opera italiana che potrebbe essere una grande pubblicità, per il nostro paese. Ma bisogna velocizzare la conclusione dell'opera, rallentata per anni dalla politica, e dalla mancanza di soldi...

Finire in fretta questa opera, sarebbe una mano santa, e sapete perchè lo credo ?! 
 
Perchè il MOSE, potremmo esportarlo in TUTTO IL MONDO !!! 

Non ci credete ?!

Non è più fantascienza, dire che esistono molti posti, nel mondo, che rischiano di sparire; dal punto di vista ecologico ed ambientale, probabilmente, non si smuovono investimenti, purtroppo. 

E non credo il MOSE, sia applicabile ovunque; non credo infatti, sia possibile, forse, salvare Nauru, che da anni chiede al mondo aiuto.

Ma, pensate, quando l'acqua minaccia enormi città, e quindi migliaia di miliardi di euro di valori !!!

Nell'ultimo atlante che m'è capitato in mano, qualche giorno fa, ho addirittura trovato una mappatura di città e luoghi a rischio; New York, Hong Kong e molti altri posti, del mondo, potrebbero, nei prossimi anni, rischiare sul serio...

Se finiamo il MOSE, prima del '16, potremmo rilanciare l'immagine di un made in Italy a livelli tecnologici, o no?! 

Possiamo esportare in tutto il mondo questa opera, o no?!?

E state tranquilli, per i tempi, quando costruiamo all'estero, chissà perchè, siamo velocissimi...

  
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