venerdì 23 novembre 2012

Film di guerra: La sottile linea rossa

Film di guerra, non li ho visti tutti, ma quasi...
Oggi, e qui, comincio ad approcciare, i capolavori, del genere, con questo film americano, del 1998: La sottile linea rossa (The thin red line).

Un film, con un cast straordinario che, tra gli altri, comprende George Clooney, Sean Penn, Nick Nolte e Woody Harrelson, ma anche Jhon Travolta, John Cusak... Tutti impegnati in prima linea, per raccontare la battaglia di Guadalcanal per il controllo del Pacifico, durante la seconda guerra mondiale.

Un film grandioso, incisivo, che dipinge soprattutto, il conflitto interiore che ogni soldato vive.

La "Sottile linea rossa", fu candidato a 7 Oscar. Forse meno famoso, di altri capolavori, è per come l'ho visto io, una via di mezzo tra i due maggiori capolavori nella filmografia di guerra.
Almeno, io ci vedo la via di mezzo, tra le atmosfere oniriche di "Apocalypse now" e la realtà spaventosa e vivida degli assalti a fuoco di "Salvate il soldato Ryan".

Perchè in questo film, così, si vive con ansia l'assalto alla collina da prendere a tutti i costi; tra il sogno ed i ricordi dei soldati, ed il terrore della morte, tangibile a ogni metro...

Sotto il tiro nemico, con la morte in agguato, che colpisce, quasi a caso, perchè non si ha scampo o difesa, se non qualche ciuffo d'erba, qualche piccolo dosso dietro il quale nascondersi, mentre si sale, andando incontro al nemico...

Rimane più introspettiva, quell'atmosfera onirica di cui parlavo; in questo film, si sentono, si vedono e si vivono, anche i pensieri dei vari soldati.

Sogni e ricordi veri, potenti, a volte drammatici, pensieri che rendono vicini ed attuali a noi, questi uomini del 1942.

E solo Dio sa, quante volte nella Storia, ci siamo dimenticati le lezioni, ci siamo dimenticati le guerre; vedere un film, dove gli uomini, ora bisnonni, sono così vicini a noi, può aiutarci a riflettere.

Non c'è onore nella morte, nessuno nei corpi spenti, riflette uno dei soldati pensando alla madre, mentre la battagli infuria...

C'è il colonnello che vuole fare carriera, il capitano taciturno che non vuole mandare al macello i suoi, il sergente veterano e quello impazzito, e quello che pensa sempre alla moglie.
Poi c'è il protagonista, che lo è forse per solo per l'intensità dei pensieri, con i suoi ricordi di spiagge esotiche e indigeni pacifici.

Un protagonista che dopo aver disertato, torna a combattere, quasi con il sorriso e salva la vita a molti suoi compagni, eppure, incede come sonnambulo, sul campo di battaglia... Lui, torna a combattere, quasi si fosse già arreso al destino scontato degli eroi, in un posto dove morire è questione di millesimi ...
Pensare che ci sono veterani di questa battaglia ancora in vita, mi fa sempre molta impressione; questi erano i nostri bisnonni o nonni, e qui, si racconta quello che hanno vissuto, più o meno in ogni angolo del mondo...

la guerra io la giudico cosi : l'incoprensione fra gli uomini
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