sabato 10 novembre 2012

Verso lo sblocco, i fondi UE per l'Emilia. Ma quanta amarezza...


Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno raggiunto un'intesa di principio per arrivare allo sblocco dei fondi per l'Emilia.
L'intesa sarà formalizzata nell'ambito dell'accordo complessivo che dovrebbe essere raggiunto martedì prossimo quando riprenderanno i negoziati sui bilanci 2012 e 2013. 

Com'è noto, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gb avevano in un primo momento bloccato gli aiuti Ue, non intendendo aderire in pieno al fondo solidarietà.

I negoziati sui bilanci rettificativi Ue del 2012, inclusi gli aiuti per il terremoto in Emilia ed Erasmus, e sul bilancio Ue 2013, sono ''sospesi sino a martedi''', ha annunciato il portavoce del commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski.

Non si arriverà, quindi, ad un muro contro muro come pareva essere stato per l'intera giornata.

In pratica, anche se tutti i Paesi hanno riconosciuto che l'Italia ha diritto ai finanziamenti del Fondo di solidarietà Ue, approvando formalmente la decisione, Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia non vogliono però "pagare il conto".

I 27 si sono riuniti per decidere anche sul bilancio rettificativo 2012, per cui la Commissione ha chiesto in più la cifra record di 9 miliardi, e anche sul bilancio 2013, per cui sempre la Commissione ha chiesto un aumento del 7% rispetto a quello dello scorso anno.
Questi cinque Paesi sono contrari anche a queste richieste dell'esecutivo comunitario, adducendo il fatto che data la crisi bisogna ridurre le spese. 


I soldi che la Commissione chiede, però, sono quelli già stanziati per i progetti del bilancio 2007-2013, che essendo ora giunto al termine deve saldare i conti e pagare le fatture dovute agli stessi stati membri.

"Ora sono arrivate le 'bollette' da pagare: cosa dovrei farne, ignorarle e buttarle nel cestino della spazzatura?", ha detto il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski ai ministri riuniti a Bruxelles.

I negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento per cercare di arrivare a un'intesa complessiva si prevedere che dureranno tutta la notte.

Entrando, nello specifico, sulla questione emilia, questi tentennamenti, bastano a farci gridare vergogna !!!


A me, è saltata all'occhio la mappa sismica d'Europa, ve la debbo spiegare !?

Quei cinque paesi, che hanno espresso l'iniziale diniego, e che domani ci diranno di aver scherzato, non sanno cosa sia il rischio sismico. 

Credo che oramai, siano in milioni, in tutta l'unione, ad interrogarsi su quale sia la reale natura e funzione di questo "frankenstein" storico, che chiamiamo unione europea. 

NON una unione di popoli, ma fin qui, una sterile unione monetaria che ha impoverito milioni di cittadini, che si va dotando di strumenti sempre più inefficaci per affrontare la situazione storica che viviamo, peraltro, derubando fette sempre più grande della sovranità di ALCUNI stati...

Cediamo risorse, e sovranità, ad una unione di interessi diversi, che sembra sempre più delineare un gruppo composito, dove, sempre più spesso, sono evidenti gli egoismi, anche da parte di un mercato, dove i miliardi si muovono secondo strani e costanti direttrici...

"Ognun per se e Dio per tutti", anzi, NO, Dio è stato escluso dalle carte europee...

Già, l'unica radice comune, quella cristiana, non va nominata, è stata negata...
Noi, che siamo il terzo stato a contribuire, a questa unione di diversi, siamo in questa paradossale situazione di dover elemosinare, QUANTO CI DEBBONO; di doverci difendere, da quelli che nominalmente, sono nostri amici, alleati e compartecipanti a questo immenso esperimento politico, economico e civile...

Un'esperimento, signori miei, che non ha preso la piega giusta; oramai è chiaro a tutti.

E gli europei, non solo italiani, hanno cominciato a capire che, i vertici europei, non riescono a dare una risposta comune mai, soprattutto sulle questioni cruciali.
Soprattutto adesso, che le difficoltà riguardano ognuno degli stati appartenenti, Germania compresa.

Se un domani, (speriamo mai), arrivasse un sisma importante in Grecia, quale sarebbe la reazione dei cinque suddetti stati ?! 
Pensateci; in milioni, già muoiono di fame e senza assistenza medica, per soddisfare le imposizioni tedesche (i tempi, soprattutto) sulla Grecia. 
Figuratevi se ci fosse una calamità naturale in quel disgraziato paese, derubato dai politici nazionali e, poi, bastonato di nuovo dalla UE !!!
Neanche un euro, arriverebbe, ai già piagati fratelli ellenici, neanche un solo euro !!!

Perchè se un paese che è il terzo contributore di questa unione, dopo l'aggressione dei mercati, dopo fior di "compiti a casa", è costretta ad alzare la voce per avere quanto gli spetta, per aiutare una zona ricca e produttiva come l'Emilia, figuratevi cosa su succederebbe se toccasse alla Grecia !!! 

Oramai, abbiamo ceduto sovranità, abbiamo troppo dato, per tornare indietro.
Voglio solo sperare, per il futuro, ammesso che ce ne sia uno possibile, insieme, che il nostro stato, eviti e con forza di recepire supinamente altre direttive, che sono sempre altri quattrini detratti alle aziende ed ai privati cittadini...

Voglio solo sperare, che, al pari dei sopra citati stati, si cominci a valutare con attenzione i PROPRI INTERESSI NAZIONALI, perchè negli ultimi mesi, sono molti, anzi, troppi i segnali che alcuni paesi (avantaggiati, peraltro), stanno lanciando.

L'Italia, in questi giochi egoistici ed in questi sbilanciati, continui, negoziati, è da molti mesi in affanno; è ora di PIANTARLA.
Noi, non siamo la Grecia, e neppure la  caparbia (giustamente) Spagna; noi siamo poco meno dei francesi, quindi è ora che il nostro svantaggio politico, sia recuperato da quella massa di caproni che parlano per noi, nel vecchio e lento consesso europeo (presunto europeista).

E non si capisce poi il Presidente della Repubblica, quando si allarma dei sentimenti antieuropeisti !!!

Questa vicenda, e molte altre, ci delineano OGGETTIVAMENTE la soggezione politica cui siamo sottoposti.

Siamo in un covo di serpi, e non a casa nostra.

Eppure, paghiamo e pagheremo sempre più, immensi tributi, per restarci.
E non parlo solo di tributi diretti, quanto pure di quelle odiose direttive, che hanno significato in questi drammatici anni, miliardi di danni per tutti noi !!!

Voler fare la media di tutto, volendo dare a tutti un comune minimo denominatore, è una FOLLIA, visto che non agiamo tutti, in sistemi omogenei. A dirla tutta, siamo il fanalino di coda in molte e molte cose; quindi risulta folle, aver voluto tentare di uniformare i sistemi bancari, creditizi, assicurativi e molto altro ancora, con economie e popoli, così differenti da noi.

QUESTA europa, di questi burocrati non eletti da nessuno, è un suicidio inaccettabile per il nostro paese, per il nostro popolo.ù

O lottiamo, o moriremo; temo che se la nostra politica, in seno all'unione, rimarrà questa, purtroppo, non ci saranno speranze...
Fin qui, l'Italia è il paese che ci ha rimesso più di tutti, a stare nell'Unione.
E' ora di piantarla.
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